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Finito il dissequestro, Cloro Rosso riapre

Dopo essere stato 27 giorni sotto sequestro giudiziario, il Cloro Rosso ritorna al servizio della città e dei suoi cittadini. Poco meno di un mese fa, Taranto si è ritrovata di fronte ad uno dei casi più gravi di manifestazione del degrado sociale locale che la storia ricordi da 15 anni a questa parte. Una vicenda assurda, svoltasi in un contesto ancora più assurdo..

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A Taranto si può rischiare di perdere la vita per raccogliere soldi da destinare a dei cassintegrati, non persone qualunque, ma parenti, amici e compagni che sulla loro pelle vivono gli effetti della crisi e con i quali, ogni giorno, ogni famiglia tarantina si confronta oramai inevitabilmente. Con i quali, magari, si confrontavano anche coloro che il 30 Aprile al Cloro Rosso hanno sparato.
Da questa storia ne usciamo tutti vittime: i ragazzi feriti, il Cloro Rosso, i cassintegrati, la città e coloro che hanno sparato. Soprattutto questi ultimi, ci teniamo a sottolinearlo così come fatto in passato, sono le maggiori vittime: quando in quartieri periferici, sin da piccolo, nessuno ti dà niente, da un'istruzione degna di questo nome a servizi a poco prezzo, ad una giusta assistenza, da un lavoro duraturo ad una casa, e quando mancano spazi di integrazione sociale, morale e culturale per i ragazzi, così come il Cloro Rosso è stato in questo suo primo anno di vita, è ovvio che le uniche armi che si hanno per affermarsi nella vita sono la violenza e l'uso della forza.

Oggi 28 Maggio il Cloro Rosso torna a servizio dei tarantini. Torna nelle mani di quelle diverse migliaia (si migliaia e lo possiamo dire a testa alta) di persone che in quest'anno e 3 mesi lo hanno attraversato, legittimandone, di fatto, l'importanza sociale: dai ragazzi del quartiere che usufruivano della Palestra Popolare “Mustakì”, ai ragazzi del Laboratorio Teatrale “Intervalli d'Arte”, a coloro che riempivano ogni appuntamento musicale, culturale e politico, a tutti coloro che a Taranto hanno ancora voglia di cambiare la città e che si ribellano all'apatia e al menefreghismo.
Del resto, con il corteo del 9 Maggio, che ha visto la partecipazione di tantissimi nostri concittadini, la città si è schierata e ha chiesto a gran voce alle istituzioni e alle forze politiche sia di moltiplicare gli sforzi nelle periferie più disagiate contro il degrado sociale, sia di schierarsi ufficialmente anch'esse a sostegno del “Progetto Cloro Rosso”. Un progetto di emancipazione sociale, politico e di condivisione dei saperi, che parte dall'aggregazione delle persone, per il quale abbiamo deciso di dedicare le nostre vite e di liberare, non occupare, uno spazio abbandonato; partendo dalla ex-Martellotta e avendo l'ambizione di coinvolgere, in quel processo di cambiamento che la città non può più aspettare, tutti i tarantini..

Infatti, soltanto quando la città avrà deciso di alzare consapevolmente la testa e recuperare la sua dignità, eliminando inquinamento, morti bianche, ricatto occupazione e precarietà sociale, il “Progetto Cloro Rosso” si potrà dire concluso e torneremo tutti a casa...
I benpensanti, coloro che su di noi cercano di recuperare legittimità politica in città, che credono di poter vendere qualche copia in più del loro giornale, coloro che hanno saccheggiato le casse comunali e che sull'apatia dei tarantini ancora pensano di cullarsi....

....VERRANNO TRAVOLTI E SPAZZATI VIA DALLE NOSTRE RISATE, DAI NOSTRI COLORI E DALLA NOSTRA GIOIA SENZA NEMMENO ACCORGERSENE....

CENTRO SOCIALE OCCUPATO AUTOGESTITO
CLORO ROSSO TARANTO

 
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